Come una conversazione su un film appena visto può aprire un vaso di pandora di statistiche e articoli sul welfare state.

La scena e’ facile da descrivere. Una fila di scrivania. Due tazze di tea e un lavoro noioso. Lui e’ il mio manager un po’ conservatore, lettore del Times e appassionato di cinema. Io sinistrata guardinista con la genuina spocchiosa indignazione tipica dei sinistrati guardianisti.

Lui: visto? Cosa ne pensi?
Io: si mi e’ piaciuto
Lui: non l’hai trovato eccessivo, un po’ melodrammatico? Mi pare che siano proprio andati alla ricerca dei peggiori casi che potessero trovare?
Io: uhm no..forse poteva evitare la protagonista che diventa escort, anche se non e’ chiaro se poi continui. Certo capisco volessero descrivere il livello di disperazione raggiunto da lei e mostrare la sua volontà’ di fare qualsiasi cosa per aiutare la famiglia.
Lui: si ma poi questo dover compilare solo online, non può essere vero? Escluderebbe quella porzione della popolazione che non sa usare il computer o internet.
Io: si, si e’ proprio cosi’.
Lui: e poi se il dottore raccomanda di non lavorare non possono non prendere in considerazione la sua opinione
Io: erhm si..e’ proprio uno dei paradossi che il film vuole mettere in luce, il fatto che decisioni importanti vengano prese da anonimi health professional e sulla base di questionari standard.
Lui: e poi farlo morire così dai..sono eventi rari!
Io: 10mila persone sono morte dopo essere state trovate fit for work ( con aria di chi e’ a conoscenza e legge i giornali giusti)
Lui: ma poi anche lei che viene trasferita a Newcastle da Londra perche’ solo li potevano offrirle una casa.
Io: si, ho letto che 50mila famiglia sono trasferite da Londra in vari posti tra cui Portsmouth o Manchester ( qui ho guadagnato sicuramente punti guardian)
Lui: Manchester e’ piu vicino di Newcastle, vedi hanno cercato il worst case scenario..
Io:…

Il film in questione era I,Daniel Blake.

Questa discussione metta in risalto varie cose: uno, ho troppo tempo per leggere il giornale. Due, e’ molto difficile far cambiare punti di vista politici sedimentati. Fatti e statistiche hanno un effetto limitato. Tre, il film ha invogliato molti tra cui me a capire quanto il film rispecchi la realtà di molti richiedenti benefit in UK.

Il primo punto lo consideriamo un dato di fatto e soprassediamo su quando legga il giornale. Il secondo punto richiede una lunga discussione che forse merita un altro post. Vorrei dedicarmi al terzo punto. Il film e’ il frutto di un lungo periodo di ricerca portato avanti dal regista Ken Loach e dal suo sceneggiatore. Il film non solo vuole raccontare una storia ma vuole essere una denuncia alle politiche e ai tagli all’assistenza del governo conservatore.La scelta dei protagonisti, proprio per questo, non è casuale e rappresenta due tipologie del richiedenti di benefit.

Da una parte Daniel Blake, carpentiere di 59 anni, reso disoccupato da un infarto. Daniel Blake si trova a gestire la kafkiana burocrazia britannica per richiedere e ottenere un supporto economico in attesa di poter tornare a lavorare dopo l’infarto. Daniel Blake e’ il personaggio per cui e’ facile provare simpatia, generoso e orgoglioso.

Una delle scene più divertenti, e frustranti, del film e’ vedere Daniel alle prese con il pc e soprattutto col mouse. Il mio manager e’ rimasto turbato dal fatto che potesse fare domanda per richiedere di assistenza economica solo online. E forse era anche un po’ scettico, chi non lo sarebbe? Ma e’ proprio cosi’, ho controllato! Al momento, le richieste di benefit devono avvenire per lo più online. E’ permesso fare domanda al telefono dove come prima cosa verrà valutato perché non sia possibile farla online. Il costo della chiamata e’ 9p dal fisso e tra 8p e 40p dal cellulare e le telefonate possono durare fino a 40 minuti. Burocrazia kafkiana e costosa…

Questo in una realtà dove il 56% degli over 75, il 21% dei 65-74% o il 25% dei disabili non hai mai usato internet. Non chiediamoci chi si quel gruppo sociale che con più probabilità’ possa fare richiesta di pensione di disabilità’.

Tra Dicembre 2011 and Febbraio 2014 2380 persone sono morte, 90 al mese, dopo essere state considerate ‘fit for work’, come succede a Daniel Blake nel finale del film. 10mila sono il numero delle persone morte non più destinatari di benefit tra Gennaio e Novembre 2011. Di queste 10mila, il numero delle persone morte dopo essere state giudicate fit for work non e’ disponibile. Qua mi sono un po’ lasciata trasportare dalla discussione.

L’altra protagonista e’ Katie Morgan, madre single di due bambini, appena trasferita a Newcastle, unica città in cui il Council puo’ garantire una casa abitabile e consona ad una famiglia di 3 persone. La madre single che vive sulle spalle dello stato e’ uno delle tipologie di richiedenti dei benefits piu’ amata dai tabloids, archetipo del benefit scrounger.

Katie, nel film secondo me, vuole rappresentare anche la porzione della popolazione che e’ stata ( e sara’) piu colpita dai tagli statali. l’85% del peso dei cambi al sistema di distribuzione delle tasse e benefit e’ stato subito da donne. E il benefit cap (ovvero il limite di benefit che ogni richiedente può ottenere) introdotto dal governo nel maggio del 2015 ha colpito soprattutto genitori single, 90% dei quali sono donne.

Quando ho parlato di 50mila famiglie trasferite pensavo di aver esagerato, trascinata dal gusto di discutere con un conservatore. Non mi sbagliavo, ne’ per quanto riguarda il numero di famiglie trasferite ne’ per il gusto di discutere con un conversatore. Tra Luglio 2011 and Luglio 2014 circa 50mila famiglie sono state <a href="https://www try this site.ons.gov.uk/businessindustryandtrade/itandinternetindustry/bulletins/internetusers/2016″>trasferite da vari council ( una sorta di comune) da Londra verso altre citta’, a cause dei tagli al welfare state e l’aumento degli affitti.

Guardando il film, a molti e’ rimasto impressa la scena in cui Katie si avventa su una scatola di fagioli in una food bank dopo giorni di digiuno. Le food bank sono correntemente usate usata da piu’ di un milione di persone. Il numero delle persone che dipendono dalle food bank sono in costante aumento. Per dare un’idea dei numeri nel 2010 sono state solo circa 40mila persone ad usare le food bank. Da 4mila ad un milione in 5 anni. Le motivazioni che molti adducono per usarla sono ritardi nei pagamenti di benefit (come mostrato nel film) e stipendi bassi.

Ken Loach ci regala un film duro e una visione della Gran Bretagna di cui non si legge spesso nei media. Il film a volte pare essere più un documentario sociale che un film, e questo lo rende ancora piu’ raccapricciante. Penso che tutti avremmo voluto un finale diverso per Daniel Blake, un barlume di speranza e fortuna ma non sempre si può scegliere.

Magari, come sosteneva il mio manager Ken Loach ha scelto i casi piu’ estremi. Non penso sia così’ ma per ogni caso estremo ci sono migliaie di casi di ordinaria burocrazia in cui il sistema e’ impostato per rendere il più difficile possibile chiedere e ricevere assistenza.

Non ci sono riuscita a controllarmi, l’indignazione della sinistrata ha avuto il sopravvento. Finisco qui e vado a farmi un caffe’ (fairtrade). See you later!
Ps: Il Guardian ha raccolto storie vere e si possono trovare qui. A volte leggo altri giornali oltre al Guardian, giuro.

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