Pussy generation

Qualche giorno fa Clint Eastwood ha deciso di dare un suo contributo al dibattito politico corrente. In un’intervista su Esquire, Mr Eastwood ha dichiarato che:

“But he’s (Donald Trump ndr) onto something, because secretly everybody’s getting tired of political correctness, kissing up. That’s the kiss-ass generation we’re in right now. We’re really in a pussy generation. Everybody’s walking on eggshells. We see people accusing people of being racist and all kinds of stuff. When I grew up, those things weren’t called racist.”

Tralasciamo il fatto che Clint Eastwood sia cresciuto durante il periodo della segregazione, quindi non esattamente un periodo storico da prendere a modello per dibattere sulle relazioni razziali.

L’intervento di Clint Eastwood esemplifica una strategia mediatica comune in cui il parlare in modo politically correct viene contrapposto allo ‘speaking your own mind’ (poter dire la propria liberamente). Il politicamente corretto viene descritto come un bavaglio, che non permette alla gente ti poter esprimere liberamente la propria opinione, specialmente sul tema della eguaglianza di gender, sul multiculturalismo o immigrazione, aggiungo io.

Saunders  sostiene che i nemici del politicamente corretto abbiano “una particolare avversione per quell’istante psicologico in cui, dopo aver pensato una cosa, decidi che non è una buona cosa e che potrebbe ferire qualcuno senza che ce ne sia bisogno, e quindi decidi di non dirla”.

Affermare che gli immigrati siano dei possibili stupratori seriali e’ sbagliato, non si basa sui dati ed e’ razzista.  Sono affermazioni che non dovrebbero avere spazio  nel dibattito politica. Fare certe affermazioni non significa potersi esprimere liberamente significa essere razzisti e intellettualmente disonesti.

Quello che l’istante psicologico per riflettere può aiutare ad evitare e’ quello che Lanchester chiama “l’Overton window“, ovvero muovere il confine di accettabilità’, il rischio che un’idea  che si trova all’esterno del discorso mainstream – flat taxes, armi per tutti o la costruzione di un muro tra US e Messico ( e farlo pagare ai messicani)- se ripetuta può diventare thinkable, accettabile. 

Il viaggio di accettabilità’ inizia all’esterno del dibattito politico in stanze chiuse, viene ripetuta da giornalisti da idee affini, sconfina nel dibattito elettorale per poi diventare un’idea o una policy possibile se non desiderabile. Se essere politicamente corretti significa rallentare il processo di accettabilità’ di idee chiaramente razziste o disoneste diventino accettabili ben venga. Ovviamente saremo degli ingenui a pensare che il politically correct possa essere l’unica arma per mantenere il dibattito politico su un piano appassionato ma razionale.

E se questo significa esser una pussy generation, well Mr Eastwood siamo felici di esserlo.

 

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