Time to panic?

Michael Moore, il famoso regista e attivista politico, un paio di giorni fa ha scritto un post sul suo blog per spiegare le 5 ragioni per cui secondo lui Trump vincerà
a Novembre. Il post inizia con “I am sorry to be the bearer of bad news” (Mi displace essere il portatore di cattive notizie). Non inizia bene. Ecco.

Ecco le 5 ragioni:

1 – Midwest Math, or Welcome to Our Rustbelt Brexit ( ovvero sento l’angoscia salire appena leggo la parola Brexit). Secondo Moore, Trump si concentrera’ nei quattro stati della rustbelt; Michigan, Ohio, Pennsylvania and Wisconsin. Questi stati sono tradizionalmente democratici ma dal 2010 hanno eletto governatori Repubblicani. Moore definisce questa zona la middle England americana “broken, depressed, struggling, the smokestacks strewn across the countryside with the carcass of what we use to call the Middle Class.”  ( rotta, depressa, in difficolta’, le ciminiere sparse attraverso la campagna tra le carcasse di quello che usiamo chiamare la classe media). Quella classe media ingannata da Reagan e la sua teoria del trickle-down e abbandonata dai Democratici. E come per il referendum su Brexit, le elezioni presidenziali rappresentano l’occasione per lanciare un messaggio infuocato all’establishment o come direbbe un mio collega stick two fingers to the politicians ( e non importa che poi la situazione materiale non cambi). Nel 2012, Mitt Romney ha perso questi stati per 64 electoral votes (grandi elettori). 64. Bisogna aggiungere altro?

2- The Last Stand of the Angry White Man (ovvero Ostalgie dell’uomo bianco arrabbiato). E’ l’ultima occasione per l’uomo bianco arrabbiato di combattere quei cambiamenti democratici che hanno distribuito il potere lontano da loro. Dopo 8 anni di un uomo nero come Presidente per loro sarebbe impensabile avere una “feminazi” al potere. La possiamo anche chiamare la sindrome del soldato fantasma giapponese o l’ostalgie, ovvero la nostalgia per la vita dei vecchi tempi andati, dove l’uomo era uomo, la donna era in cucina e l’uomo nero nei campi. L’uomo bianco arrabbiato ha in comune col il brexiteer, l’idea che il multiculturalismo, il femminismo, il movimento ecologista, la globalizzazione e l’immigrazione minaccino i propri standard di vita. Queste elezioni presidenziali, come il referendum su Brexit, rappresentano l’ultima occasione per difendersi da queste minaccie.

3- The Hillary Problem (ovvero mi ricordo ancora che Hillary e’ la moglie di Bill). Non si puo’ negare che ci sia il problema Hillary. In passato si e’ macchiata del voto a favore della guerra in Iraq ed e’ associata con il vecchio modo di fare politica, in cui i valori e gli ideali lasciano spazio a quelle azioni o frasi che garantiscono la vittoria elettorale. La Clinton non e’ popolare e il 70% dei votanti la considerano disonesta e inaffidabile more helpful hints.

4- The Depressed Sanders Vote (ovvero voto, faccio il mio dovere ma non chiedermi altro). Moore sostiene che chi supporta Bernie Sanders votera’ la Clinton. Il vero problema sta nell’essere un “depressed voter” ovvero una persona che andra’ a votare ma non cercherà di convincere altre 5 persone a farlo (magari offrendo un passaggio in macchina e un caffe’ caldo).  O passera’ ore a telefonare, bussare alle porte degli indecisi per convincere i votanti a scegliere il proprio candidato ( e poi magari dargli il passaggio in macchina di cui sopra). E’ un elettore che fa il suo dovere e basta.

5- The Jesse Ventura Effect (ovvero nella solitudine della cabina elettorale io sono il padrone). Ho dovuto controllare chi fosse Jesse Venura. Ventura era un ex wrestler che nel ’98 e’ riuscito a diventare governatore del Minnesota, battendo i candidati istituzionali. Moore sostiene che l’elezione di Ventura  ci dovrebbe indurre a non sminuire la capacita’ dell’elettorale di fare qualcosa di inaspettato. Il seggio elettorale e’ forse l’unico posto dove si e’ soli e liberi di fare scelte anarchiche, inaffidabili o semplicemente divertenti (ahahah). In molti voteranno Trump non perche’ amino Trump ma perche’ possono ( e che risate dopo).

Forse sono ancora scossa da Brexit, dal fatto che sia successo quello che in fondo, deep deep down, nessuno si aspettava o sperava succedesse (certo a posteriori tanti sono stati bravissimi a dire io me lo sentivo o l’avevo detto dall’inizio, l’onda anti-establishment e’ diventata uno tsunami o e’ la rivincita’ della classe operaia abbandonata, etc etc). Pero’ non si puo’ negare che Brexit mi abbia turbato e insinua il dubbio che la vittoria di Trump possa essere molto di piu’ di un cattivo presentimento. Michael Moore conclude l’articolo dicendo che a breve scriverà sui talloni di Achille di Donald Trump. Aspetto con trepidazione.

Related Post

.yuzo_related_post img{width:120px !important; height:110px !important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb{line-height:15px;background: !important;color:!important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb:hover{background:#fcfcf4 !important; -webkit-transition: background 0.2s linear; -moz-transition: background 0.2s linear; -o-transition: background 0.2s linear; transition: background 0.2s linear;;color:!important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb a{color:!important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb a:hover{ color:}!important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb:hover a{ color:!important;}
.yuzo_related_post .yuzo_text {color:!important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb:hover .yuzo_text {color:!important;}
.yuzo_related_post .relatedthumb{ margin: 0px 0px 0px 0px; padding: 5px 5px 5px 5px; }

jQuery(document).ready(function( $ ){
//jQuery(‘.yuzo_related_post’).equalizer({ overflow : ‘relatedthumb’ });
jQuery(‘.yuzo_related_post .yuzo_wraps’).equalizer({ columns : ‘> div’ });
})

It's only fair to share...Share on Google+Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on TumblrEmail this to someoneShare on RedditDigg this

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *